Attivatori ortodontici: cosa sono, quando servono e perché si usano
Gli attivatori ortodontici sono dispositivi rimovibili utilizzati in ortodonzia intercettiva, ovvero quella fase di trattamento che avviene durante la crescita, per correggere disallineamenti e favorire uno sviluppo armonico della bocca e del viso. Sono strumenti particolarmente indicati nei bambini e negli adolescenti, quando l’osso mascellare e mandibolare sono ancora in fase di sviluppo.
A differenza degli apparecchi fissi tradizionali, gli attivatori non si limitano a spostare i denti: agiscono anche a livello scheletrico e muscolare, stimolando o controllando la crescita delle ossa mascellari, modificando l’attività dei muscoli e migliorando l’equilibrio tra lingua, labbra e guance.
Cosa sono gli attivatori ortodontici
Gli attivatori sono dispositivi ortodontici rimovibili in resina, progettati su misura per ogni paziente, e vengono indossati principalmente durante la notte e per alcune ore al giorno, secondo le indicazioni dello specialista. Agiscono sfruttando i movimenti della muscolatura orofacciale e la crescita naturale delle ossa mascellari e mandibolari, indirizzandole verso uno sviluppo corretto.
Esistono diversi tipi di attivatori, che si distinguono in base alla funzione specifica che svolgono: alcuni sono pensati per stimolare la crescita mandibolare, altri per favorire l’eruzione dei denti permanenti, altri ancora aiutano a riequilibrare la funzione della lingua e delle labbra o a correggere abitudini scorrette come la respirazione orale o la deglutizione atipica. La scelta del tipo di attivatore dipende dalle esigenze individuali del bambino e viene stabilita dallo specialista in fase di diagnosi.
Quando si usano e quali problemi correggono
Gli attivatori ortodontici si utilizzano in età evolutiva, spesso tra i 6 e i 12 anni, quando è ancora possibile sfruttare la crescita del bambino per ottenere modifiche scheletriche naturali. Sono indicati soprattutto in caso di:
- Malocclusioni di seconda classe, cioè quando l’arcata superiore è troppo avanti rispetto a quella inferiore;
- Mandibola retrusa (piccola o poco sviluppata);
- Problemi di respirazione orale o deglutizione atipica, perché aiutano a rieducare le funzioni orali;
- Squilibri muscolari, ad esempio nei pazienti con labbra ipotoniche o lingua in posizione errata.
L’efficacia degli attivatori è legata proprio al fatto che essi non si limitano a spostare i denti, ma agiscono sulla struttura ossea e muscolare, correggendo la causa della malocclusione e non solo il sintomo.
Vantaggi e limiti degli attivatori
Il grande vantaggio degli attivatori è la possibilità di intervenire precocemente, sfruttando il potenziale di crescita del bambino per evitare trattamenti più complessi in futuro. Inoltre, essendo rimovibili, permettono una buona igiene orale e non creano particolari fastidi durante i pasti.
Tuttavia, la loro efficacia dipende in larga parte dalla collaborazione del paziente: devono essere indossati con regolarità e seguiti da controlli periodici. Inoltre, non sono adatti in tutti i casi: nei pazienti adulti o quando la crescita è già terminata, possono essere inefficaci, rendendo necessario un approccio diverso.